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In base al suo statuto, “l'associazione ha lo scopo di promuovere e realizzare la diffusione, l'esecuzione e la partecipazione al teatro con particolare attenzione ai suoi aspetti educativi e didattici.
L'associazione persegue le suddette finalità attraverso l'attuazione di un progetto complessivo di raccordo territoriale,nella prospettiva di uno sviluppo culturale integrato, facendo perno sulla valorizzazione dei luoghi, con particolare riferimento a quelli d'importanza artìstico-teatrale, sulla conoscenza della storia e delle tradizioni e su ogni altra risorsa compatibile con il teatro, in grado di arricchire il progetto stesso.
L'associazione vuole altresì favorire un servizio d'integrazione alla programmazione culturale di Enti pubblici e privati, delle Istituzioni scolastiche, di Associazioni con cui porre in essere momenti di collaborazione per l'organizzazione di spettacoli, corsi di avviamento al teatro, conferenze, dibattiti, studi, ricerche e ogni altra forma di disponibilità per l’apprendimento, lo sviluppo, l'aggiornamento e l'affermazione positiva di una coscienza e un sapere teatrale qualitativamente valido sotto l'aspetto educativo.”
La denominazione è in lingua latina: Hic sunt histriones = gli attori sono qui. Il gruppo si è delineato come laboratorio di teatro storico sperimentale all’interno della rievocazione storica Hostilia imperialis vicus (2003, 2006), portando in scena brani tratti da autori latini quali Marziale, Ovidio, Catullo. Questi histriones sono attori per diletto e per passione, non di professione, ma sono andati affinando la loro potenzialità espressiva e interpretativa grazie alla direzione di una regista, lei sì, di professione. E così sono state messe in scena opere più impegnative, adeguatamente adattate: Il ritorno di Odisseo a Itaca dal poema omerico, il libello satirico di Seneca Apokolokintosis, le forme del teatro popolare romano del 1° sec. d. C. (atellana, mimo, pantomima). Contestualizzate nel periodo medioevale, sono l’interpretazione della lauda di Jacopone Donna de Paradiso, e Matilde donna e contessa di Gabriella Motta ispirata alla vita della Contessa di Canossa. Ancora più recente, ma con ritorno alla Storia antica, la messa in scena di Somnium Hannibalis, tratto dal romanzo omonimo di Chiara Prezzavento.